Il fondo bianco

Prima o poi, tutti i fotografi che fanno qualcosa in studio si trovano di fronte alla necessità di avere un fondo bianco per le proprie fotografie.

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Il fondo bianco è piacevole, ‘riempie’ bene come quello nero e ormai siamo talmente abituati da Apple a vedere bianco che ci dà fastidio qualsiasi altro colore :-)

Ci sono diversi modi di fare un fondo bianco, ma noi analizzeremo il più semplice, quello in cui abbiamo un fondo di carta o di tela bianca, possibilmente senza pieghe, sul quale punteremo la nostra luce.

MEZZO BUSTO O FIGURA INTERA?

Il dilemma sembra banale ma fare un fondo bianco per un mezzo busto è piuttosto banale, mentre per una figura intera (seppur seguendo le stesse linee guida) diventa un po’ più difficile.

Ovviamente andiamo a illustrare come si fa con un mezzo busto, per cominciare.
Il mezzo busto o addirittura un ritratto sarà svolto con lenti che hanno un angolo di copertura che ‘coprirà’ una certa superficie sul fondo. A seconda di quanto è distante il fondo questa superficie è quella che apparirà (potenzialmente) nella fotografia.
Questa superficie dovrà essere illuminata in modo uniforme, il che significa che una lettura esposimetrica spot nei quattro angoli della superficie e nel centro  dovrebbe dare la stessa lettura. Ovviamente capirete che se ci si trova con una singola luce che illumina il fondo (situazione classica per i poveretti come me) il compito diventa difficile.

Come fare?
Direi che se si fa come i superdetective di Winnie the Pooh (pensa pensa pensa) una soluzione arriva. Io ho optato per illuminare l’area non direttamente ma tramite la riflessione su un pannello, in modo che la luce che arriva sullo sfondo sia ammorbidita e la sua ‘profondità di campo’ sia maggiore, così da calare meno quando si va verso i vertici più lontani dalla sorgente luminosa. Direi che le differenze di lettura all’interno di 1/3 di diaframma sono accettabili, lavorateci un po’ e vedrete che ci si arriva.
E’ proprio qui la difficoltà nella figura intera, la superficie che deve essere uniformemente illuminata è molto ampia e quindi con un singolo punto luminoso diventa moooolto difficile riuscirci. Se ci riuscite in modo utilizzabile in tutte le situazioni, fatemelo sapere, sarei felice.

Bene, ora che avete il fondo bianco per il vostro mezzo busto, dovrete posizionare il modello e illuminare pure lui (a meno che vogliate una silhouette, che comunque obbedisce alle stesse regole.

LA LUCE VA OVUNQUE

Mannaggia a lei, la luce si sposta e va in giro come se nulla fosse, sarebbe comoda se si fermasse dove vogliamo, ma lei tende a viaggiare per tutto l’universo.
Il vostro perfetto fondo bianco, alle spalle del vostro soggetto dei desideri, lo illumina da dietro. Già, senza che voi glielo chiediate, questo illumina tutto quello che vede del vostro soggetto dal suo punto di vista. Questo significa che la schiena del soggetto è illuminata, ma che probabilmente (sicuramente) anche le parti radenti del suo corpo sono illuminate. Se la prima illuminazione non la vedete, la seconda la si vede, eccome.
In inglese la chiamano ‘wrap light’ e significa che la luce ‘avvolge’ il soggetto in parte, per cui vedrete il profilo del soggetto evidenziato da una bella luce radente sulla guancia, sulla parte superiore della spalla, sui fianchi, eccetera.
Può essere un effetto ricercato apposta, ma può essere una gran rottura.

Nella foto qui sopra vedete questa luce (mannaggia…) sul gomito sinistro della modella.

Se volete fare la famosa silhouette di cui sopra, non volete questa luce. Volete il soggetto completamente nero. Come fare?

Per prima cosa la luce dell’avvolgimento è inversamente proporzionale alla distanza dal fondo, quindi allontanate il soggetto dallo sfondo, più lo fate meglio è. Immagino che il vostro studio non sia infinitamente grande e quindi ad un certo punto si deve trovare anche un modo alternativo di limitare la luce, e infatti ci vengono in aiuto le più grandi invenzioni fotografiche dopo la luce artificiale, le maschere! Le maschere sono pannelli neri o bianchi (a seconda dell’uso) che si mettono per limitare le zone in cui la luce va a cadere. In pratica si cerca di fare una scatola nera intorno al soggetto per evitare che il fondo lo illumini in modo troppo radente e che quindi cada nella zona visibile del piano focale dove sta il soggetto.

Ora che il soggetto è in ombra, potete fare quello che volete. Se lo illuminate a circa 1 stop e 1/2 meno della luce sul fondo, viene una foto come quella qui sopra, altrimenti, se non lo illuminate, viene perfettamente (o quasi) nero.

La prossima volta che faccio un fondo bianco in studio metto delle foto, così si capisce anche meglio.

Sotto coi commenti!

Aggiunto in Tecnica Fotografica da Fabrizio Dal Passo il October 6th, 2009 alle 21:00.

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